Vega, Dieci là al gioielli comuni di di luoghi di Antonio | politicsblog.it


Ignorando la “Ragazza da ieri”, “Lotta di giganti”, “El sitio de mi recreo” e altri luoghi comuni, di cui era un piccolo amico, si tratta di dieci gioielli almeno indossato la sua produzione, il che rende ancora male con la sua perdita.

– “Indietro”: un breve ma vivace pezzo pop-rock dell’epoca, accanto a Nacha Pop con chitarre che ci ha messo sulla strada, in un territorio di confini musicali e scappa verso la parte anteriore, con quella “Atrássss” iconic quasi morso da Vega.

– “in Attesa del nulla”: Recupera un musicista fresco, collegato anche con Il movimento, vivace, con temi mitici Nacha Pop come “un decimo di secondo”, come suggerisce il titolo, indulgere in una notte infinita di danza, da soli o in compagnia.

– “Tesori”: la loro etichetta è riconoscibile dai primi accordi di chitarra acustica, a cui si unisce la sua voce in uno dei suoi stati d’animo più celebrata, Antonio riflessivo e intimo.

– “L’ultima montagna”: il tema che, stranamente, lo seguì nel primo album da solista del musicista era questa corte suggestiva che i cavi elettrici disegnato paesaggi di sabbia e di libertà e che relativizza su di una strada in una mappa di dimensioni delle nostre ambizioni.

– “Elisir di giovinezza”: emozionante storia di vita condivisa con un’altra chitarra volante che si inserisce in un climax che si fa attendere, ma che, quando esplode, concesso l’eternità promesso dal titolo.

– “ho Dovuto eseguire”: In molte delle analisi che si sono fatti da “lasciato andare” come un esercizio di onestà vitale, esso non dovrebbe essere ignorato da questa confessione, crudo e poetico “pietre di inciampo” e “pietre”, in cui Vega canta: “ho Preso il percorso senza sapere / che mi allontanavo di non ritorno”.

– “Stazioni”: clean voce di Antonio Vega è la spina dorsale della corte sin dal suo inizio, quasi a cappella, e come strumento principale per una melodia vivace, scommetto che per usufruire di questa esistenza, perché “basta per oggi.”

– “la Mia casa e in qualsiasi luogo”: autoritratto ironico con un ritmo, delinquenziali e con una cadenza che accompagna l’atteggiamento di chi ha perso tutto, più volte, all’improvviso, un giorno vista “redento tutti i loro peccati” e di essere di nuovo al nostro fianco.

– “forzato”: sempre difeso come un grande paroliere, ma in questa occasione ha preferito musicar un sonetto di Antonio Gala, quello che spicca è la costruzione della melodia, con la mantiene tutta la profondità della poesia originale e per quanto riguarda la canzone d’autore.

– “Angel of Orion”: la morte di Marga, la sua eterna compagna, ha dato vita a questa composizione, che è tra i preferiti dei suoi più fedeli seguaci, un epitaffio brillante, che funziona come una riflessione sulla morte, lontano dal pessimismo che viene attribuito a coloro che lo conoscono solo in lontananza.

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